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Digital Stone Project 2016

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Artisti - Digital Stone Project IV

Artisti - Digital Stone Project IV

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Digital Stone Project 2016

Gli artisti

Seth Bechtold

Seth Bechtold è un artista del New Jersey, attualmente sta svolgendo un Master in arte alla William Patterson University in New Jersey, USA. Il suo lavoro è composto da un’unione tra fotografia e scultura digitale. Seth ha esposto le sue opere in New Jersey, Connecticut e New York. Ha ricevuto una borsa di studio da Autodesk e dal Center of New Art che gli ha permesso di partecipare al Digital Stone Project 2016 presso Garfagnana Innovazione. Per vedere le sue opere visitare il sito www.sethbechtold.com.

India Bushnell

India Bushnell studia presso in Bennington College in Southern Vermont. Ha studiato architettura ed arti visuali per tre anni. Si laureerà nella primavera del 2017. La sua arte è uno strumento per sperimentare e comprendere luci, forma e spazio. Sta pensando di dedicarsi in futuro al design dell’arredamento e per questo da poco ha iniziato a scolpire per esplorare materiali, strutture e funzionalità. Studierà design durante un programma che inizierà del 2019.

Maisy Capps

Maisy Capps, vent’anni, vive a Los Angeles. Sta per conseguire il suo bfa presso il Bennigton College in ceramica, architettura e digital design. Recentemente sta lavorando allo sviluppo di un progetto che prevede il trattamento con smalto degli oggetti realizzati. Si occupa inoltre di disegno architettonico e di processi digitali visti come linguaggi mirati a concettualizzare spazi residenziali e prototipi di oggetti. Qui, la trasposizione in scultura di oggetti funzionali li decontestualizza manipolandone la gradazione, il materiale e lo spazio dove essi tipicamente si trovano.

James Carl

Nato a Montréal nel 1960, James Carl tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90 ha viaggiato molto per il Nordamerica, il sud del Pacifico e l’Asia ed ha studiato presso University of Victoria, McGill University, Rutgers University, e la Central Academy of Fine Art di Beijing. Nel 1999, dopo diversi anni passati a New York, si è stabilito a Toronto per insegnare alla University of Guelph. I suoi lavori sono stati esposti sia singolarmente, sia in mostre in Canada, USA, Europa, Asia e recentemente a Shangai.

Jamie Heilman

Jamie Heilman è un costruttore sin dall’infanzia ed ha studiato architettura, ingegneria ed arte. Si avvicina al suo lavoro dal punto di vista del design ed è affascinato dai materiali, dai metodi e dai processi. Jamie supervisiona i servizi di fabbricazione digitale al College of Arts and Architecture alla Penn State University. Lavorando con studenti ed artisti della facoltà, designers ed ingegneri, è particolarmente interessato alla scoperta di nuovi metodi per integrare gli strumenti digitali nei tradizionali processi di creazione.

Jon Isherwood

Le opere di Isherwood sono state esposte internazionalmente in musei pubblici e gallerie private. Le sue sculture sono state recentemente esposte presso Villa Strozzi a Firenze, National Museum of Beijing in Cina, The DeCordova Sculpture Park and Museum in USA ed in Belgrave Square a Londra. Ha più di venti mostre di sole sue opere, tra le quali: Reeves Contemporary in NYC, John Davis Gallery a New York; The C. Grimaldis Gallery, Baltimore; ha partecipato a diverse mostre, come quelle presso il Peggy Guggenheim Museum in Venice, Italy; The McNay Museum, San Antonio, TX; The Derby City Museum, Derby, UK; and Kunsthalle, Manheim, Germany. I suoi lavori fanno parte di più di venticinque collezioni private. Recensioni su di lui sono state redatte su The New York Times, Art in America, ArtNews, The Washington Post, Sculpture Magazine, Partisan Reviews e The Guardian, UK. E’ un insegnante presso il Bennington College ed è il presidente del Digital Stone Project.

Sinéad MacLeod

Sinéad MacLeod è un’artista e scultrice di New York. Ha ottenuto un B.A. presso la Gallatin School of Individualized Study, in particolare per i suoi studi su “History and Power: Critical Media Theory” e sta per ricevere un M.F.A presso la William Patterson University. Il suo progetto digitale “Grrrl Network: Radical Feminism & Print Media” ha ricevuto molte onorificenze e riconoscimenti. Sinéad continua ad organizzare workshops per studenti delle scuole superiori. La sua arte si occupa di esplorare idendità, mediazione digitale e archeologia.

Cydnei Mallory

Cydnei Mallory attualmente frequenta l’Arizona State University dove sta per conseguire una laurea in scultura. Ha ottenuto un BFA in scultura presso la Pennsylvania State University. Nata a Pittsburgh, in Pennsylvania, non è estranea a questa industria. I materiali da lei utilizzati risultano affascinanti, coinvolgono lo spettatore tramite l’utilizzo di materiali familiari in contesti inusuali. Con una inclinazione naturale per oggetti quotidiani come corde, scarti di metallo e retine per capelli, le sue opere parlano di separazione tra classi, culture e sessi.

Sara May

Sara è nata a New York, nel cuore di Manhattan. Sta completando le sue lauree in scultura e storia dell’arte presso la William Patterson University in New Jersey. Ha partecipato a numerose mostre, come “Marker Fair” al Newark Museum, ed a numerose mostre collettive. Il suo interesse per le discipline storiche e per la tecnologia contemporanea è strettamente legato alle sue opere. Sara è un’artista che fa affidamento sui suoi gusti personali e sulle sue intuzioni per quanto riguarda la creazione delle sue opere. L’interesse ad una così vasta gamma di discipline l’ha portata a scegliere di frequentare la William Patterson University. Questi studi la portano ad unire l’amore per l’arte classica all’era del digitale.

Cristin Millett

Cresciuta in una famiglia di medici, Cristin Millett è cresciuta ascoltando discussioni, spesso avvenute attorno il tavolo da pranzo, circa il corpo umano: le malattie, i sintomi, le diagnosi ed i trattamenti. Nella sua famiglia di scienziati queste conversazioni continuano anche oggi, e le conseguenze che questi hanno avuto sulla sua arte sono sempre presenti. Cristin crea oggetti ed installazioni che incitano ad una critica dell’approccio della società contemporanea nei confronti di riproduzione, identità sessuale e tabù legati al sesso. Le sue opere sono state esposte in mostre internazionali come Exploratorium a San Francisco, International Museum of Surgical Science a Chicago e Mütter Museum a Philadelphia.

Mary Neubauer

Mary Neubauer, nata nel 1951, ha esposto le sue opere in tutto il mondo. Le sue sculture e stampe sono parte di numerose collezioni pubbliche e private ed ha realizzato molti progetti di arte pubblica negli Stati Uniti, tra i quali molte opere scultoree rese interattive dall’utilizzo di luci e suoni con l’aiuto dell’artista Todd Ingalls. Negli ultimi dieci anni, le sue sculture ed i suoi disegni digitali sono apparsi in molte mostre internazionali presso città come New York, Parigi, Beijing, Nuova Delhi, Firenze, Singapore ed Adelaide. Lavorando all’intersezione tra arte e scienza, è attiva in molte organizzazioni come Ars Mathematica ed Art-Science Collaborations. Come artista, ha soggiornato presso l’American Academy di Roma, la Fulbright Fellow a Cambridge e la Ford Fellow at Indiana University a Bloomington. I soggiorni più recenti includono Garfagnana Innovazione per il Digital Stone Project 2014 e 2016, l’ Anderson Ranch Center for the Arts, il Tyrone Guthrie Center ad Annaghmakerrig in Irlanda, ed il John Michael Kohler Arts and Industry Residency presso la Kohler Foundry. E’ uno dei membri della spedizione al Circolo Artico del 2016. E’ un’insegnante di scultura all’Arizona State University, dove è la coordinatrice del programma di scultura ed il capo della ASU Foundry.

Hillel O’Leary

Hillel O’Leary è uno scultore originario di Long Island, New York. Sta per ottenere un MFA alla Penn State University ed ha studiato presso la Rhode Island School of Design. Le sue opere sono esposte in diversi luoghi, come il Boston’s Children Museum e l’Heritage Museum and Gardens. Il suo lavoro comprende una vasta gamma di dimensioni, da oggetti che si possono tenere in mano a sculture pubbliche ed installazioni, e diversi materiali, dal calcestruzzo a rottami di automobili. La sua scultura è un mezzo per trattare i temi di esplorazione, conflitto, navigazione e memoria.

Michael Rees

Michael Rees è nato a Kansas City, in Missouri. Ha un Master in Fine Arts presso la Yale University ed un Bachelors in Fine Arts presso il Kansas City Art Institute. Ha studiato presso la Kunstakademie Dusseldorf nel 1983-84. E’ un docente di scultura e Digital Media presso la William Patterson University, il direttore del Center for New Art e uno dei fondatori e membri del Digital Stone Project. Le sue opere trattano una vasta gamma di attività e sforzi. Ha partecipato a molte mostre in diversi musei e gallerie, come Whitney Biennial, The Whitney Bitstreams Exhibit, Out of Hand at the Museum of Art and Design, Putton 2x2x4 allo Zentrum for Median Kunst di Karlsruhe. La sua arte intreccia una complessa narrazione attorno ad oggetti che sono un mix tra opposti, come grottesco e celebrativo o perturbante ed esperienzialmente carico.

Jeff Repko

Jeff Repko è un artista ed educatore di Pittsburgh, Pennsylvania. Adesso vive a Madison e frequenta la University of Winsconsin dove sta per ottenere una laurea in scultura. Dopo aver ricevuto un sodalizio durante il suo primo anno di corso, è stato scelto per tenere il corso di Introduzione all’arte digitale. Nel suo studio si occupa dei processi digitali e fisici attraverso il lavoro basato su interazioni e multi-componenti.

Robert Michael Smith

Robert Michael Smith è un pioniere della scultura digitale, dell’animazione e visualizzazione computerizzata 3D, della realtà virtuale, della bio-scultura ed un insegnante presso il New York Institute of Technology Fine Arts Departement. Da più di 35 anni le sue opere sono esposte in tutto il mondo. Robert è stato docente ospite presso numerose università, conferenze d’arte internazionali ed è stato citato in numerosi articoli e libri internazionali come “Art of the Digital Age” di Bruce Wand. la scultura in granito “Paradise Bird Burlesque” è parte di una collezione permanente presso il China National Museum of Fine Arts a Beijing.

Carson Tarnasky

Carson Tarnasky è un artista di Alberta, Canada. Le sue opere sono realizzate con diverse tecniche e questa è la sua prima esperienza con la pietra. Si è da poco laureato all’Università di Alberta in Industrial design. Attualmente frequenta il Banff Centre for the arts, dove parteciperà per un anno ad un programma di scultura. L’obiettivo delle sue opere è comunicare in modo poetico esperienze di vita legate ad emozioni, sensazioni fisiche e rapporto con gli oggetti. Le sue sculture sono spesso astratte perchè cerca di trasmettere andando oltre la normale comprensione simbolica, per rappresentare un qualcosa di genuinamente umano. Pillow è un’improvvisazione, non predeterminata né concettualmente né visivamente, e scolpita come una genuina esperienza mirata a sfidare le aspettative. Leggera nella sua complessità e nel suo rimando al corpo umano, le sue caratteristiche formali appaiono nell’insieme come una composizione di ondulata pienezza.

Zach Valent

Conosciuto per la creazione di fossili fittizzi relativi a particolari della società moderna, l’arte di Zach Valent rapisce l’immaginazione dello spettatore stendendo la bellezza dei processi geologici alla realtà dell’odierna civiltà sviluppata. Zach si è laureato presso la Southern Illinois University Carbondale ed attualmente vive e lavora a Phoenix, in Arizona, dove sta realizzando un Master in scultura presso l’Arizona State University. Zach è anche un istruttore presso ASU ed ha insegnato Sculpture 1 e 3D Design. Zach ha ricevuto molti premi, tra i quali il Nathan Cummings Travel Fellowship ed il Windgate Charitable Foundation Award. www.zachvalent.com

Jennifer Weiler

Jennifer vive a Tempe, Arizona, dove sta per ricevere un PhD in Media Arts and Sciences presso l’Arizona State University. Nelle sue opere esplora l’unione di arte e tecnologia unendo la programmazione computerizzata alle classiche tecniche artistiche. Seashell Visage è l’immagine di un volto avvolto in una spirale. L’obiettivo dell’opera è di mescolare umanità, natura e matematica.

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